Una notte agitata come tante questo sonno senza consistenza sottile e leggero
questa pelle che striscia cercando
mi sveglia da questo sottile sonno , spero solo di sentite la tua mano su di me , il tuo alito sul mio collo , la tua mano sui miei capelli ….
Ma non ci sei sono sola
Sono le cinque ormai mi alzo ….
Il dolore al braccio inizia sempre più violento appena cerco di alzarlo
vado a farmi il mio caffè lungo e a guardare l’alba fuori in giardino fà freddo mille brividi ……
Bevo velocemente così mi riscaldo
questa aria fredda mi fa piangere gli occhi o forse son loro che piangono e io non lo so ….
Staranno parlando con il mio cuore e io non lo so …..
Rientro aspetto un po’ che faccia effetto il caffè e vado a correre ….
La musica mi terra’ compagnia e il mare scorrerà accanto a me come da più di un anno …..
Un altro giorno inizia e finirà
Come tutti i giorni da più di un anno
Io e i miei occhi tristi
Domenica mattina
è una specie di gioco. Serve quando hai lo schifo addosso, che proprio non c’è verso di togliertelo. Allora ti rannicchi da qualche parte, chiudi gli occhi e inizi ad inventarti delle storie. Quel che ti viene. Ma lo devi fare bene. Con tutti i particolari. E quello che la gente dice, e i colori, e i suoni. Tutto. E lo schifo poco a poco se ne va. Poi torna, è ovvio, ma intanto, per un po’, l’hai fregato.
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| — | A. Baricco (Castelli di Rabbia) |
L’amore non è una cosa che si può insegnare, ma è la cosa più importante da imparare.
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| — | Papa Giovanni Paolo II (via 28agosto1983) |





